Cura del piede con il podologo
Dr. Francesco Pedullà
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Dr. Francesco Pedullà
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Dr. Francesco Pedullà - Podologo
Laureato in Podologia all’Università degli Studi di Milano, facoltà di Medicina e Chirurgia, ho svolto il tirocinio presso Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio. Attualmente svolgo la mia attività in regime di libera professione in diversi studi medici. Eseguo inoltre visite e trattamenti a domicilio nella provincia di Milano.
Principali patologie trattate
- Piede piatto
- Onicomicosi
- Ipercheratosi molle (occhio di pernice)
- Deformità Ungueali
- Verruche
Tirocini
- Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio
Formazione
- Università degli Studi di Milano
Cura del piede: il podologo e quando prenotare una visita
La cura del piede è molto più di un trattamento estetico: è prevenzione, comfort quotidiano e, in molti casi, un modo concreto per evitare che piccoli fastidi diventino problemi persistenti. Il piede sostiene tutto il corpo, assorbe impatti, si adatta a superfici diverse e lavora ogni giorno per permetterci di camminare, stare in piedi, fare sport e affrontare ritmi intensi. Quando compaiono dolore, callosità, unghie problematiche o lesioni cutanee, ignorarli spesso porta a compensi posturali e peggioramento del disturbo.
Chi è il podologo e perché è importante nella cura del piede
Il podologo è il professionista sanitario che si occupa della valutazione, prevenzione e trattamento delle principali problematiche del piede, con un lavoro mirato su cute, unghie e appoggio plantare. La sua funzione è particolarmente utile quando:
il dolore al piede limita la vita quotidiana;
si presentano alterazioni cutanee ricorrenti (calli, duroni, fissurazioni);
ci sono unghie incarnite, ispessite, fragili o sospette per infezioni;
compaiono verruche plantari;
esistono condizioni di rischio (ad esempio diabete, neuropatia, ridotta sensibilità);
si desidera prevenire recidive, soprattutto se il problema torna periodicamente.
La cura del piede diventa davvero efficace quando è personalizzata: non esiste un “trattamento standard” valido per tutti, perché ogni piede ha una storia diversa (scarpe, sport, lavoro in piedi, peso corporeo, forma del piede, patologie di base).
Quando prenotare una visita per la cura del piede
Ci sono segnali che indicano chiaramente che è il momento di fare una valutazione:
dolore al tallone o sotto la pianta del piede, soprattutto al mattino;
dolore all’avampiede, sensazione di “camminare su un sassolino”;
calli e duroni dolorosi o che tornano rapidamente;
unghia incarnita, arrossamento, dolore, secrezioni;
unghie ispessite o che cambiano colore (da valutare per onicomicosi);
verruche plantari (puntini neri, dolore alla pressione);
screpolature profonde ai talloni, ragadi che sanguinano;
piede diabetico o ridotta sensibilità: prevenzione e controlli regolari.
In caso di diabete, la prevenzione è un punto chiave: l’American Diabetes Association raccomanda controlli e cura quotidiana dei piedi, con attenzione a tagli, vesciche, calli e segni di infezione.
Come si svolge una visita podologica
Una visita ben fatta per la cura del piede di solito include:
Anamnesi mirata
Abitudini, tipo di calzature, attività lavorativa e sportiva, eventuali patologie (diabete, problemi vascolari, neuropatie), farmaci e precedenti trattamenti.Osservazione clinica di cute e unghie
Valutazione di callosità, fissurazioni, aree di iperpressione, unghie incarnite o deformate, sospetta micosi.Valutazione dell’appoggio (se necessario)
Analisi statica e dinamica, eventuale baropodometria o osservazione del passo, per capire come il carico si distribuisce e perché alcuni punti “si consumano” più di altri.Trattamento e piano di prevenzione
Il valore aggiunto è la strategia: non solo rimuovere il problema oggi, ma ridurre le cause di recidiva (scarpe, appoggi, abitudini, protezioni, frequenza dei controlli).
Cosa tratta il podologo: dalla gestione del dolore alla prevenzione delle recidive
Calli e duroni (ipercheratosi)
Calli e duroni sono spesso la risposta del corpo a pressione e sfregamento ripetuti. La rimozione professionale riduce dolore e infiammazione locale, ma la parte decisiva è capire perché si formano:
scarpe strette o con punta rigida;
eccesso di carico su un punto specifico;
deformità delle dita o appoggio non equilibrato;
sport con stress ripetuti.
Nelle persone con diabete è importante evitare “rimedi fai-da-te” aggressivi: l’ADA mette in guardia sui trattamenti da banco per rimuovere calli perché possono essere rischiosi per il piede diabetico.
Unghia incarnita
Un’unghia incarnita può infiammarsi facilmente e diventare molto dolorosa. Indicazioni autorevoli (NHS) includono misure di base come scarpe comode e pediluvi tiepidi; se il problema persiste o si complica, è opportuno valutare un intervento specialistico.
Verruche plantari
Le verruche (verruche) sono lesioni virali: possono essere fastidiose e dolorose, soprattutto in punti di carico. Fonti NHS indicano diverse opzioni, tra cui trattamenti topici più forti, crioterapia o procedure specialistiche in base al caso.
Dolore al tallone e fascite plantare
La fascite plantare è una causa comune di dolore al tallone, spesso più intenso ai primi passi del mattino. In molti casi migliora con gestione conservativa (ghiaccio, stretching, modifiche del carico) e un percorso ben strutturato.
Nella cura del piede, il podologo può contribuire valutando appoggio, calzature, sovraccarico e strategie di scarico/protezione.
Tabella: problemi comuni e obiettivi della cura del piede
| Problema (come si presenta) | Possibili cause frequenti | Cosa si fa in una seduta | Obiettivo della cura del piede |
|---|---|---|---|
| Calli e duroni dolorosi | iperpressione, scarpe inadeguate, appoggio non equilibrato | rimozione professionale + valutazione dei punti di carico | ridurre dolore e recidive con prevenzione mirata |
| Unghia incarnita | taglio scorretto, scarpe strette, conformazione ungueale | trattamento locale, scarico, indicazioni di gestione | risolvere dolore e prevenire infezione/recidiva |
| Unghie ispessite o alterate | microtraumi, possibile micosi, calzature | valutazione e gestione; eventuale invio medico se necessario | migliorare comfort, ridurre complicanze |
| Verruche plantari | infezione virale, microlesioni cutanee | trattamento mirato e monitoraggio | ridurre dolore e diffusione, gestire recidive |
| Talloni screpolati e ragadi | secchezza, carico, calzature, pelle ispessita | rimozione ipercheratosi + indicazioni cosmetiche/igieniche | ridurre fissurazioni e dolore, prevenire sanguinamenti |
| Dolore al tallone (fascite) | sovraccarico, rigidità, archi particolari, attività in piedi | valutazione appoggio, indicazioni di scarico e stretching | recuperare cammino senza dolore |
Cura del piede a casa: abitudini semplici che fanno la differenza
Una buona cura del piede non si limita alla seduta: si consolida con abitudini realistiche.
Lavaggio quotidiano con acqua tiepida e asciugatura accurata, soprattutto tra le dita (utile anche in prevenzione nel diabete).
Idratazione mirata: crema emolliente su talloni e pianta, evitando eccesso tra le dita.
Taglio unghie corretto: lineare, non troppo corto, senza “scavare” gli angoli (riduce rischio di incarnimento). Per approfondire leggi questo articolo di NHS
Calzature adeguate: punta non compressiva, buona stabilità, materiale traspirante.
Non rimuovere calli con acidi o lame fai-da-te, soprattutto se hai diabete o sensibilità ridotta.
Controllo visivo: se noti tagli, vesciche, arrossamenti che non migliorano, meglio valutare presto, non “aspettare che passi”.
Come Prenotare una seduta con il podologo per la cura del piede a Milano?
Prenotare una seduta con il podologo per la cura del piede presso Mednow è semplice e può essere fatto:
Online, tramite il sito web del centro medico.
Telefonicamente, parlando con un operatore specializzato.
Di persona, recandosi presso la struttura sanitaria.
FAQ - Domande Frequenti sulla cura del piede
Ogni quanto andrebbe fatta la cura del piede dal podologo?
Dipende dal tuo profilo. Se hai calli o duroni che si riformano rapidamente, lavori molte ore in piedi o fai sport ad alto carico, può essere utile una frequenza regolare (ad esempio ogni 4–8 settimane), perché la cute segue cicli di ispessimento e il carico si redistribuisce nel tempo. Se invece fai prevenzione e non hai problematiche ricorrenti, può bastare un controllo periodico (anche stagionale), soprattutto quando cambi scarpe, attività sportiva o peso corporeo. Nei casi a rischio (diabete, neuropatia, ridotta sensibilità) la frequenza diventa più importante: l’obiettivo è prevenire lesioni che potresti non percepire subito, e intercettare segnali precoci prima che diventino ulcere o infezioni.
La cura del piede fa male?
Nella maggior parte dei casi la seduta è ben tollerata e spesso porta sollievo immediato, perché riduce la pressione su punti dolorosi. Se c’è unghia incarnita infiammata o ragadi profonde, può esserci sensibilità: in questi casi si lavora con attenzione, scarico e gradualità. Il punto chiave è che la cura del piede non dovrebbe essere un’esperienza “da sopportare”, ma un trattamento costruito in modo progressivo. Se provi dolore importante durante una manovra, è corretto segnalarlo: aiuta a modulare la tecnica e a scegliere la strategia migliore.
Unghia incarnita: quando devo preoccuparmi e non aspettare?
Se hai dolore crescente, arrossamento, gonfiore, secrezione o cattivo odore, non è consigliabile aspettare. In generale, se il problema è significativo o si complica, è opportuno valutare un intervento specialistico. In particolare, se hai diabete o problemi vascolari, la soglia deve essere più bassa: una piccola infezione può evolvere più rapidamente. Evita di “scavare” da solo: spesso peggiora l’infiammazione e aumenta il rischio di lesioni.
Verruche plantari: è meglio trattarle subito o possono sparire da sole?
Dipende da dolore, posizione e impatto sulla vita quotidiana. Alcune verruche possono regredire, ma negli adulti possono durare a lungo; inoltre, se sono in zone di carico, possono diventare dolorose e alterare il passo. Le opzioni di trattamento sono diverse e vanno scelte in base al caso. In pratica: se la verruca è piccola e non dà fastidio, si può valutare un monitoraggio; se causa dolore, si moltiplica o cambia rapidamente, conviene trattarla per ridurre sofferenza e rischio di diffusione.
Ho dolore al tallone al mattino: può essere fascite plantare?
È una possibilità frequente: la fascite plantare spesso dà un dolore intenso ai primi passi dopo il riposo e può migliorare durante la giornata per poi tornare dopo lunghe ore in piedi. In molti casi migliora con gestione conservativa come ghiaccio, stretching e modifiche del carico, con recupero spesso graduale. Una valutazione podologica è utile per capire se ci sono fattori di carico o calzature che alimentano il problema e per impostare un piano pratico (scarico, esercizi, gestione delle attività).
Se ho diabete, la cura del piede cambia?
Sì, e in modo importante. Con diabete e/o neuropatia può diminuire la sensibilità: potresti non accorgerti di piccole lesioni, vesciche o abrasioni che poi si complicano. In questi casi la cura del piede è soprattutto prevenzione: controlli regolari, educazione all’igiene quotidiana, ispezione del piede e attenzione a tagli, arrossamenti e callosità. Inoltre, è prudente evitare trattamenti fai-da-te aggressivi per calli e duroni, perché possono creare lesioni difficili da gestire.
