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Dr. Moreno Mascheroni

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Fisioterapista Moreno Mascheroni

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Scheda medico

Tutto sulla Visita Fisioterapica

Il fisioterapista è definito dal Ministero della Salute come: “l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante (laureato triennale in fisioterapia, senza una laurea in medicina, per questo non si definisce medico) che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita”. Dal punto di vista pratico, egli agisce in base alla diagnosi e alle indicazioni del medico ortopedico/fisiatra. Il fisioterapista non può fare diagnosi, prescrivere esami diagnostici o farmaci, né intervenire chirurgicamente. 

Il fisioterapista si occupa di riabilitare il funzionamento di parti del corpo che presentano disabilità motorie e psicomotorie impiegando anche l’aiuto di protesi e con la specializzazione in psicomotricità può assistere fisicamente e psichicamente persone di età avanzata con problemi neurosensoriali e psichici.

Le attività del fisioterapista sono atte a:

  • Riduzione del dolore e dell’uso di farmaci per alleviarlo.

  • Permettere tempi di guarigione minori durante una riabilitazione, anche in caso di eventi come ictus o interventi chirurgici invasivi. Si parla in questo caso di riabilitazione funzionale.

  • Normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche, nell’ambito della prevenzione, con tecniche di ginnastica posturale.

La fisioterapia supporta il recupero di un ventaglio di condizioni perché l’origine di una disfunzione fisica può essere motoria (dovuta a traumi, errori posturali, malattie professionali) o neurologica (esiti di ictus, malattie neurodegenerative, epilessia, ecc). 

La riabilitazione neuromotoria per esempio è volta al recupero delle funzioni motorie e all’apprendimento di strategie adattative in che vive malattie neurologiche o loro esiti, così come patologie del sistema nervoso periferico (miopatia, polineuropatia o miastenia). Alcune fra le tecniche più comuni sono la Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva (metodo “Kabat”), basata sul recupero delle funzionalità attraverso stimoli propriocettivi esterni; l’Esercizio Terapeutico Conoscitivo (metodo “Perfetti”), particolarmente utile in caso di ictus con emiplegia e spasticità, perché stimola la memoria, la percezione e l’attenzione. Se si tratta di lesioni che includono un arto possono usare anche tecniche di Mirror Theraphy, che si basano sull’idea di “ingannare” il cervello lavorando contemporaneamente e simmetricamente con entrambi gli arti. C’è poi il cosiddetto Metodo “Bobath”che sfrutta in pazienti con patologie neurologiche le tecniche del “problem solving” facendo leva sulle abilità rimaste.

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Il fisioterapista è definito dal Ministero della Salute come: “l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante (laureato triennale in fisioterapia, senza una laurea in medicina, per questo non si definisce medico) che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita”. Dal punto di vista pratico, egli agisce in base alla diagnosi e alle indicazioni del medico ortopedico/fisiatra. Il fisioterapista non può fare diagnosi, prescrivere esami diagnostici o farmaci, né intervenire chirurgicamente. 

Il fisioterapista si occupa di riabilitare il funzionamento di parti del corpo che presentano disabilità motorie e psicomotorie impiegando anche l’aiuto di protesi e con la specializzazione in psicomotricità può assistere fisicamente e psichicamente persone di età avanzata con problemi neurosensoriali e psichici.

Le attività del fisioterapista sono atte a:

  • Riduzione del dolore e dell’uso di farmaci per alleviarlo.

  • Permettere tempi di guarigione minori durante una riabilitazione, anche in caso di eventi come ictus o interventi chirurgici invasivi. Si parla in questo caso di riabilitazione funzionale.

  • Normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche, nell’ambito della prevenzione, con tecniche di ginnastica posturale.

La fisioterapia supporta il recupero di un ventaglio di condizioni perché l’origine di una disfunzione fisica può essere motoria (dovuta a traumi, errori posturali, malattie professionali) o neurologica (esiti di ictus, malattie neurodegenerative, epilessia, ecc). 

La riabilitazione neuromotoria per esempio è volta al recupero delle funzioni motorie e all’apprendimento di strategie adattative in che vive malattie neurologiche o loro esiti, così come patologie del sistema nervoso periferico (miopatia, polineuropatia o miastenia). Alcune fra le tecniche più comuni sono la Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva (metodo “Kabat”), basata sul recupero delle funzionalità attraverso stimoli propriocettivi esterni; l’Esercizio Terapeutico Conoscitivo (metodo “Perfetti”), particolarmente utile in caso di ictus con emiplegia e spasticità, perché stimola la memoria, la percezione e l’attenzione. Se si tratta di lesioni che includono un arto possono usare anche tecniche di Mirror Theraphy, che si basano sull’idea di “ingannare” il cervello lavorando contemporaneamente e simmetricamente con entrambi gli arti. C’è poi il cosiddetto Metodo “Bobath”che sfrutta in pazienti con patologie neurologiche le tecniche del “problem solving” facendo leva sulle abilità rimaste.