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Dott. Gianalfredo Franzoni

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Costo Ecografia Morfologica 250€

Scheda medico

Sono uno specialista in ostetricia e ginecologia e mi occupo delle mie pazienti con cura, attenzione e dedizione: in particolare seguo le pazienti in gravidanza prima e durante il parto, e seguo le donne in premenopausa e menopausa.

  • Vaginiti
  • Cistite
  • Infezione delle vie urinarie
  • Prostatite
  • Malattie genitali
  • Malattie sessualmente trasmissibili
  • Infertilità
  • Rapporti sessuali dolorosi (dispareunia)
  • Uretrite
  • Laurea in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Milano
  • Ginecologia
  • Chirurgia Generale

Morfologica a Milano

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Ecografia morfologica: quando farla e perché L’ecografia morfologica è un esame al quale la futura mamma si sottopone, nello specifico durante il secondo trimestre di gestazione, tra la 18a e la 22a settimana. Si tratta di un controllo di estrema importanza, perché consente di: valutare lo stato di crescita e di salute del feto; diagnosticare eventuali anomalie fetali congenite; eseguire le misurazioni fetali; rilevare malformazioni congenite: determinare l’età gestazionale; rilevare gravidanze multiple. Inoltre, questo esame permette di valutare: attività cardiaca; anatomia fetale; aspetto e localizzazione della placenta. Vediamo, ora, a cosa serve nello specifico questa tipologia di esame. A cosa serve l’ecografia morfologica? Nonostante si tratti di un esame sicuro e non invasivo, l’ecografia morfologica deve essere effettuata con strumentazioni specifiche da un operatore esperto, trattandosi, come detto anche precedentemente, di una procedura importante durante la quale si verifica: La testa: cranio (vengono valutate di routine quattro caratteristiche: dimensione, forma, integrità, densità ossea), cavo del setto pellucido, linea mediana, talami, ventricoli cerebrali, cervelletto, cisterna magna. La faccia: presenza di entrambe le orbite, profilo mediano del volto, presenza della bocca, integrità del labbro superiore. Il collo: assenza di masse (ad esempio igroma cistico). Il torace/cuore: aspetto normale per forma e dimensioni di torace e polmoni, presenza di attività cardiaca (la frequenza cardiaca normale è compresa tra 120 e 160 battiti per minuto), scansione delle 4 camere cardiache con cuore in posizione normale, efflussi aortico e polmonare, nessuna evidenza di ernia diaframmatica. L’addome: stomaco normoposizionato, anse intestinali non dilatate, presenza di entrambi i reni, normale inserzione del cordone ombelicale. I reni e la vescica fetale: devono essere visualizzati entrambi. Nel caso in cui si riscontri una dilatazione della vescica o della pelvi renale essa va misurata e documentata. Lo scheletro: assenza di difetti spinali e masse, presenza di arti superiori e mani, presenza di arti inferiori e piedi. La placenta: posizione, aspetto, assenza di masse, eventuale lobo accessorio. Il cordone ombelicale: cordone con tre vasi. I genitali: sesso maschile o femminile (non è obbligatorio determinarlo nel corso dell’ecografia del secondo trimestre; sono i genitori, infatti, che lo possono richiedere). Al termine dell’esame il referto viene fornito in formato elettronico e/o cartaceo – in questo modo può essere inviato al proprio medico curante velocemente. Inoltre, a discrezione della struttura in cui viene effettuato l’esame, vengono prodotte o archiviate immagini standard delle strutture fetali; per il cuore fetale, videoclip mediante i quali si evidenzia il movimento. È necessario sottolineare che questo tipo di esame, da considerarsi di screening e non diagnostico, permette sì di identificare molte malformazioni, ma è comunque possibile che alcune di esse si sviluppino in fasi più tardive della gravidanza.

Dott. Gianalfredo Franzoni

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Costo Ecografia Morfologica 250€

Tutto sulla Ecografia Morfologica

Ecografia morfologica: quando farla e perché
L’ecografia morfologica è un esame al quale la futura mamma si sottopone, nello specifico durante il secondo trimestre di gestazione, tra la 18a e la 22a settimana.

Si tratta di un controllo di estrema importanza, perché consente di:

valutare lo stato di crescita e di salute del feto;
diagnosticare eventuali anomalie fetali congenite;
eseguire le misurazioni fetali;
rilevare malformazioni congenite:
determinare l’età gestazionale;
rilevare gravidanze multiple.
Inoltre, questo esame permette di valutare:

attività cardiaca;
anatomia fetale;
aspetto e localizzazione della placenta.
Vediamo, ora, a cosa serve nello specifico questa tipologia di esame.

A cosa serve l’ecografia morfologica?
Nonostante si tratti di un esame sicuro e non invasivo, l’ecografia morfologica deve essere effettuata con strumentazioni specifiche da un operatore esperto, trattandosi, come detto anche precedentemente, di una procedura importante durante la quale si verifica:

La testa: cranio (vengono valutate di routine quattro caratteristiche: dimensione, forma, integrità, densità ossea), cavo del setto pellucido, linea mediana, talami, ventricoli cerebrali, cervelletto, cisterna magna.
La faccia: presenza di entrambe le orbite, profilo mediano del volto, presenza della bocca, integrità del labbro superiore.
Il collo: assenza di masse (ad esempio igroma cistico).
Il torace/cuore: aspetto normale per forma e dimensioni di torace e polmoni, presenza di attività cardiaca (la frequenza cardiaca normale è compresa tra 120 e 160 battiti per minuto), scansione delle 4 camere cardiache con cuore in posizione normale, efflussi aortico e polmonare, nessuna evidenza di ernia diaframmatica.
L’addome: stomaco normoposizionato, anse intestinali non dilatate, presenza di entrambi i reni, normale inserzione del cordone ombelicale.
I reni e la vescica fetale: devono essere visualizzati entrambi. Nel caso in cui si riscontri una dilatazione della vescica o della pelvi renale essa va misurata e documentata.
Lo scheletro: assenza di difetti spinali e masse, presenza di arti superiori e mani, presenza di arti inferiori e piedi.
La placenta: posizione, aspetto, assenza di masse, eventuale lobo accessorio.
Il cordone ombelicale: cordone con tre vasi.
I genitali: sesso maschile o femminile (non è obbligatorio determinarlo nel corso dell’ecografia del secondo trimestre; sono i genitori, infatti, che lo possono richiedere).
Al termine dell’esame il referto viene fornito in formato elettronico e/o cartaceo – in questo modo può essere inviato al proprio medico curante velocemente.

Inoltre, a discrezione della struttura in cui viene effettuato l’esame, vengono prodotte o archiviate immagini standard delle strutture fetali; per il cuore fetale, videoclip mediante i quali si evidenzia il movimento.

È necessario sottolineare che questo tipo di esame, da considerarsi di screening e non diagnostico, permette sì di identificare molte malformazioni, ma è comunque possibile che alcune di esse si sviluppino in fasi più tardive della gravidanza.