Calprotectina feci: cos’è, valori normali e cosa fare se è alta
Hai trovato il valore della calprotectina feci alto nel referto e non sai come interpretarlo? La calprotectina è un marcatore infiammatorio intestinale ancora poco conosciuto al grande pubblico, ma sempre più utilizzato in gastroenterologia per distinguere le patologie organiche dell’intestino dalle forme funzionali. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è la calprotectina feci, quali sono i valori normali, perché può risultare alta e quando è necessario rivolgersi a uno specialista.
Cos’è la calprotectina e a cosa serve
La calprotectina è una proteina prodotta principalmente dai neutrofili — i globuli bianchi che intervengono nelle reazioni infiammatorie dell’organismo. Si trova in abbondanza nel citoplasma di queste cellule e viene rilasciata in grandi quantità ogni volta che si attiva una risposta infiammatoria nei tessuti.
Quando l’intestino è infiammato — per qualsiasi causa — i neutrofili migrano massicciamente nella mucosa intestinale e vengono eliminati con le feci insieme alla calprotectina. Dosare la calprotectina nelle feci permette quindi di misurare in modo indiretto e non invasivo l’intensità dell’infiammazione in atto nella mucosa intestinale. Più alta è la calprotectina nelle feci, più intensa è l’infiammazione intestinale.
Il grande valore clinico della calprotectina feci è la sua capacità di distinguere le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) — come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa — dalla sindrome dell’intestino irritabile (IBS), che è una condizione funzionale senza infiammazione organica. Questa distinzione è fondamentale perché le due condizioni hanno sintomi spesso sovrapponibili ma richiedono trattamenti completamente diversi.

Valori normali della calprotectina feci: come leggere il referto
I valori normali della calprotectina feci vengono espressi in microgrammi per grammo di feci (μg/g) e possono variare leggermente tra i diversi laboratori. È sempre importante fare riferimento all’intervallo di normalità riportato nel proprio referto specifico.
| Valore calprotectina | Interpretazione | Indicazione clinica |
|---|---|---|
| < 50 μg/g | Normale | Infiammazione intestinale assente o trascurabile |
| 50 – 200 μg/g | Borderline | Zona grigia — richiede correlazione clinica e ripetizione |
| 200 – 500 μg/g | Alta | Probabile infiammazione organica — approfondimento indicato |
| > 500 μg/g | Molto alta | Infiammazione intestinale significativa — valutazione gastroenterologica urgente |
Nei bambini sotto i 4 anni i valori normali della calprotectina sono fisiologicamente più alti rispetto agli adulti — possono raggiungere 500 μg/g senza significato patologico. Qualsiasi risultato va sempre interpretato dal medico nel contesto clinico complessivo del paziente.
Calprotectina feci alta cause: perché aumenta
Le cause della calprotectina feci alta sono tutte legate a processi infiammatori a carico della mucosa intestinale. A differenza di altri marcatori infiammatori come la PCR o la VES — che riflettono un’infiammazione sistemica generica — la calprotectina è specifica per il tratto gastrointestinale.
Le cause più importanti di calprotectina alta sono le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD): il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa sono le condizioni che causano i valori più elevati, spesso superiori a 500-1000 μg/g nelle fasi di riacutizzazione. In queste patologie la calprotectina è uno strumento prezioso non solo per la diagnosi iniziale ma anche per monitorare l’attività della malattia nel tempo e valutare la risposta alla terapia — un valore che si abbassa progressivamente indica che la terapia sta funzionando.
Le infezioni gastrointestinali batteriche o parassitarie causano un’elevazione transitoria della calprotectina, che si normalizza con la guarigione. La gastroenterite acuta può quindi dare valori temporaneamente alti che non richiedono approfondimento se i sintomi si risolvono.
Anche i tumori del colon-retto e i polipi colonici possono causare un aumento della calprotectina, sebbene meno marcato rispetto alle IBD. Per questo motivo una calprotectina moderatamente elevata in un paziente over 50 richiede sempre una valutazione gastroenterologica e l’eventuale indicazione a una colonscopia di screening.
L’uso prolungato di FANS (antinfiammatori non steroidei come ibuprofene e diclofenac) è una causa farmacologica importante: questi farmaci danneggiano la mucosa intestinale e possono elevare la calprotectina in modo significativo anche in assenza di patologie organiche. Anche l’infezione da Helicobacter pylori e alcune forme di celiachia non trattata possono causare elevazioni moderate.
Una causa importante da tenere presente è che la calprotectina risulta nella norma nella sindrome dell’intestino irritabile (IBS): questa è la sua utilità diagnostica principale. Un paziente con dolori addominali, gonfiore e alterazioni dell’alvo ma con calprotectina normale ha quasi certamente una causa funzionale, non organica — e questo evita di sottoporre il paziente a procedure invasive come la colonscopia non necessarie.

Calprotectina e intestino irritabile: come distinguerli
La distinzione tra calprotectina e intestino irritabile è uno degli utilizzi più pratici di questo esame. La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione funzionale che colpisce circa il 10-15% della popolazione italiana: provoca dolori addominali ricorrenti, gonfiore, diarrea o stitichezza, talvolta alternati, senza che ci sia un’infiammazione organica della mucosa intestinale.
I sintomi dell’IBS e del morbo di Crohn o della rettocolite ulcerosa si sovrappongono spesso in modo significativo, rendendo la diagnosi differenziale clinicamente difficile. La calprotectina feci risolve questo problema in modo non invasivo: un valore sotto i 50 μg/g orienta fortemente verso l’IBS e permette di evitare la colonscopia; un valore sopra i 200 μg/g orienta verso una patologia infiammatoria organica e indica la necessità di approfondimento endoscopico.
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l’uso della calprotectina feci come test di triage riduce significativamente il numero di colonscopie non necessarie, con benefici per il paziente (meno procedure invasive) e per il sistema sanitario (riduzione dei costi).

Come si esegue l’esame calprotectina feci
L’esame calprotectina feci è un test semplice e non invasivo. Non richiede preparazione particolare, digiuno o lassativi. È sufficiente raccogliere un campione di feci nell’apposito contenitore sterile fornito dal laboratorio — una piccola quantità è sufficiente — e consegnarlo al laboratorio entro i tempi indicati (generalmente entro 24 ore dalla raccolta, conservando il campione in frigorifero).
Alcuni fattori possono influenzare il risultato e vanno comunicati al medico: uso recente di FANS o corticosteroidi, infezioni gastrointestinali in atto, presenza di sangue visibile nelle feci (che può falsare il risultato verso valori più alti), e l’età — nei bambini piccoli i valori normali sono diversi. Per ottenere un risultato affidabile è consigliabile non eseguire l’esame durante o subito dopo un episodio di gastroenterite acuta.
Calprotectina alta: cosa fare e quali esami di approfondimento
Quando la calprotectina feci è alta il percorso dipende dall’entità dell’elevazione e dal quadro clinico complessivo.
Per valori in zona borderline (50-200 μg/g) in assenza di sintomi significativi, il medico può indicare la ripetizione dell’esame dopo 4-6 settimane — escludendo nel frattempo l’uso di FANS e attendendo la risoluzione di eventuali infezioni in corso. Se il valore si normalizza, non è necessario alcun approfondimento.
Per valori sopra i 200 μg/g con sintomi intestinali (diarrea ricorrente, dolori addominali, sangue nelle feci, calo di peso), la visita gastroenterologica è sempre indicata. Il gastroenterologo valuterà la necessità di eseguire una colonscopia — l’esame di riferimento per la diagnosi delle malattie infiammatorie intestinali — eventualmente associata a biopsie per la diagnosi istologica. Può essere indicato anche un esame delle feci completo (coprocoltura, ricerca parassiti) per escludere cause infettive.
Per i pazienti già diagnosticati con morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa, la calprotectina feci è un esame di monitoraggio periodico fondamentale che permette di valutare l’attività della malattia senza ricorrere continuamente alla colonscopia.
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Articolo redatto con la supervisione del team medico di MedNow Medical Center, Milano.
Fonti: Istituto Superiore di Sanità (ISS) — Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE) — European Crohn’s and Colitis Organisation (ECCO) — Manuale MSD
Fonti e approfondimenti
🔵 Fonti interne MedNow
🟢 Fonti esterne autorevoli



